Mini-Bond

Il contesto

Le recenti riforme operate dal Governo e, in particolare, le novità introdotte dal “Decreto Sviluppo” (Decreto Legge del 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla legge n, 134 del 7 agosto 2012) e successive modificazioni ed integrazioni prevedono, tra l’altro, taluni incentivi per le società non quotate che intendono rafforzare il proprio patrimonio attraverso l’emissione di prestiti obbligazionari (mini-bond) e/o cambiali finanziarie.
  • Il Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle considerazioni finali della Relazione Annuale, Roma 31 Maggio 2012, ha evidenziato come nell’attuale momento storico in cui «l’attività delle banche nell’allocazione delle risorse deve trovare complemento in un più ampio sviluppo dei mercati dei capitali» la presenza sul mercato di nuovi operatori focalizzati sul sostegno diretto e/o indiretto delle PMI, anche attraverso la specializzazione nell’utilizzo di strumenti di debito, oltre che di equity, rappresenti una valida opportunità per investitori che sono alla ricerca di rendimenti costanti e non strettamente connessi alla dinamica dei mercati finanziari.
  • Le PMI registrano un crescente bisogno di innovazione e di internazionalizzazione.
  • L’industry del Venture Capital, canale importante per il finanziamento di start up di imprese innovative, in Europa e particolarmente in Italia risulta frammentata e dispersa: quella del Private Equity ha generalmente come target aziende con un fatturato superiore a Euro 50 mln.
  • La nuova regolamentazione di Basilea III porterà a una revisione critica dei criteri di erogazione del credito alle imprese, in ragione dei più stringenti requisiti patrimoniali di vigilanza richiesti.
  • Ad oggi il supporto offerto dalle Banche o da altri intermediari finanziari a favore delle PMI risulta, per modalità e dimensione, non congruo a sopperire ad una esigenza strutturale nazionale